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Un approfondimento sulla transumanza apistica

Il tema di oggi è la transumanza. No, non parliamo di pastorizia, ma restiamo in tema apicoltura.

Forse non tutti sanno che per produrre determinate tipologie di miele è necessario spostare le api, proprio come avviene per le greggi.

Lo spostamento stagionale forse più importante è quello su Robinia Pseudoacacia per la raccolta del noto e ricercato miele di acacia.

Fiori di Robinia Pseudoacacia

Per affrontare questo argomento voglio affidarmi a Loris, consulente e promotore turistico della Valmarecchia.

Sul suo Blog www.turismietesori.org si trovano interessanti articoli sul territorio, dagli aspetti naturalistici alle piccole realtà ricettive e artigianali.

L’articolo che voglio consigliare parla proprio della transumanza apistica e lo puoi trovare al link seguente.

Leggi l’articolo

Buona lettura!

Nettare, Miele e l’importanza della Pazienza

Con l’intento di dare sempre maggiore consapevolezza al consumatore oggi voglio parlarti di un aspetto forse a molti sconosciuto.

ape bottinatrice

Come fa il nettare a diventare miele ?

Il nettare è la secrezione che piante (erbe e alberi) emettono dai fiori per attirare insetti impollinatori che si occuperanno di fare circolare il polline necessario alla riproduzione delle piante stesse.

Questo penso sia un concetto diffusamente conosciuto e non mi soffermo ulteriormente.

Le api mellifere, le uniche che sono in grado di produrre miele, raccolgono il nettare e lo depositano nelle cellette esagonali del proprio nido.

Prima che questo nettare possa essere definito miele, deve essere trasformato dalle api.

A partire dal nettare, una sostanza zuccherina con una concentrazione di zucchero che va dal 10 al 20% (continene molta acqua), le api sono in grado di arricchirlo con enzimi e sostanze proprie attraverso un processo denominato trofallassi.

Si tratta di un processo tramite il quale il nettare passa da un’ape all’altra che lo deposita nella propria sacca melaria al fine di arricchirlo con i propri enzimi.

Saltuariamente qualcuno poco informato sostiene che il nettare venga mangiato e rigurgitato dalle api passando dallo stomaco.

Questo è assolutamente falso, le api operarie hanno un organo apposito denominato sacca melaria che non contiene enzimi digestivi, ma enzimi che ne preservano la durata a lungo senza alterarlo.

Il miele infatti è un prodotto che non viene consumato immediatamente, ma è destinato all’alimentazione anche a distanza di mesi o anni, le api hanno tutto l’interesse a renderlo conservabile a lungo.

Trofallassi

Durante il processo di trofallassi il miele perde umidità arrivando a una concentrazione zuccherina intorno all’80/85% inibendo l’attività batterica e quindi processi degenerativi.

La bassa presenza di acqua è la prerogativa principale per una lunga conservabilità senza processi di fermentazione.

In base al flusso di nettare il processo di trasformazione in miele può durare da pochi giorni fino anche a decine di giorni.

Se siamo in presenza di un abbondante flusso nettarifero come per esempio nel caso della fioritura dell’acacia, le api operaie saranno occupate principalmente a bottinare il nettare e meno api si dedicheranno al processo di trasformazione.

Una volta terminato il flusso abbondante il nettare presente sarà deumidificato e trasformato con maggiore velocità.

L’importanza della pazienza

E’ importante dare il tempo alle api di effettuare la trasformazione fino in fondo perchè altrimenti il miele raccolto non sarà miele ma piuttosto nettare.

Mancherà degli enzimi e delle sostanze che sono proprie delle api e nel peggiore dei casi sarà ancora troppo ricco di acqua con pericolo di fermentazione.

Nel mondo esistono tanti modi di fare apicoltura e in alcuni casi ci sono pratiche discutibili sotto questo punto di vista.

In alcuni paesi asiatici per esempio si raccoglie il nettare direttamente dal nido, centrifugando i favi molto spesso.

Il nettare così raccolto contiene molta umidità e deve essere quindi deumidifcato artificialmente per portarlo alla corretta concentrzione zuccherina.

Ovviamente questo “miele” viene raccolto senza attendere il processo naturale e mancherà quindi di tutte le sostanze che solo le api possono donare al miele.

Occorre anche sottolineare il tema etico per il quale le famiglie che vengono private totalmente del nettare raccolto in natura non saranno in grado di produrre miele naturale, ma soltanto una trasformazione di sostanze zuccherine somministrate artificialmente dall’uomo.

La situazione in Italia

Fortunatamente in Italia sono ben conosciuti questi temi ed il miele viene raccolto dopo opportuna maturazione all’interno della famiglia di api e solo da un apposito contenitore denominato melario che le api riempiono di miele solo dopo avere sufficiente scorta per il loro sostentamento.

miele in melario
Miele nel melario

Nonostante questi accorgimenti negli ultimi anni anche in Italia in alcuni casi è stato necessario dare sostentamento zuccherino alle api per la scarsità di risorse naturali. Del resto il nettare prodotto dalle piante è principalmente costituito da acqua e se non piove ovviamente c’è anche scarsità di nutrimento per le api.

Noi stessi siamo chiamati a razionalizzare il consumo di acqua e non ci si può aspettare che questi piccoli insetti siano in grado di cavarsela sempre ed in ogni caso autonomamente.

Ovviamente il miele che trovi nei vasetti dell’apematta ti garantisco che rispetta i tempi della natura e non contiene null’altro che nettare raccolto in natura opportunamente trasformato dalle nostre api.

Ci tengo anche a ricordare che le api dell’apematta sono allevate con metodo biologico certificato, ulteriore garanzia etica e qualitativa.


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Il caldo di Luglio non ferma l’apicoltore

A luglio la raccolta di nettare cala drasticamente.

I raccolti di miele sono al termine e con il grande caldo le colonie di api tendono a ridurre l’attività per risparmiare energie da spendere a fine Agosto quando iniziano a prepararsi per l’inverno.

In questo periodo anche l’apicoltore potrebbe riposarsi, ma c’è un problema da risolvere con urgenza!

Dopo il lungo ciclo di crescita delle colonie che va da Marzo a Giugno, insieme alle api è cresciuta anche l’infestazione di un acaro: Varroa Destructor.

Un nome che promette bene giusto ? Ed infatti si tratta di una vera e propria piaga che affligge l’apicoltura Italiana dagli inizi degli anni 80.

Varroa è un piccolo insetto che parassitizza le api indebolendole e trasmettendo virus che porterebbero la colonia al collasso in meno di un anno.

Questo acaro nasce e si sviluppa all’interno della covata delle api, protetto da un opercolo di cera, ed è quindi molto difficile da colpire.

Per contrastare questo acaro in maniera biologica e biocompatibile il rimedio più efficace e più utilizzato è quello di generare una condizione artificiale di assenza di covata con successivo trattamento con acido ossalico appositamente formulato.

Nel periodo di luglio quindi noi dell’apematta siamo occupati a mettere la regina della colonia in una gabbia, la soluzione per ottenere un blocco della covata…

Si, forse può sembrare una pratica barbara, ma l’alternativa è il collasso della colonia. Diciamo che questo è il male minore…

Come si procede ?

Per mettere la regina in una gabbia è necessario innanzitutto trovare la regina, cosa non sempre facile. In mezzo a decine di miglia di api la cosa richiede molta attenzione e spesso richiede tempi abbastanza lunghi.

Dopo averla trovata è necessario prelevarla e chiuderla all’interno di una gabbia che consente alle api operaie di entrare ed uscire per accudirla, ma non consenta alla regina di evadere.
Questo lo si ottiene con un reticolo a spaziatura controllata denominata Escludi Regina.

A questo punto la regina continuerà ad essere presente nella colonia e a segnalare la propria presenza attraverso il ferormone reale, ma non potrà più deporre uova.

Il ciclo della covata deposta fino ad un minuto prima della reclusione sarà completo dopo 21 giorni per le api operaie e dopo 24 giorni per la covata maschile.

Il trattamento con acido ossalico viene fatto dopo il 24° giorno, in modo che tutta la covata sia nata e gli acari varroa siano vulnerabili al principio attivo.

Questo trattamento, se realizzato in maniera corretta, garantisce una efficacia superiore al 95%. Tanto lavoro, ma veramente un buon risultato.

Se vuoi vedere nel dettaglio come viene presa e ingabbiata la regina, ho preparato questo video che ti invito a vedere.

E pensare che l’acaro varroa è stato importato dall’Asia agli inizi degli anni 80… Ne avremmo fatto volentieri a meno!


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Girasole fiorito ma niente nettare. Perchè ?

Il Miele di Girasole è un monoflora piuttosto comune. Si raccoglie nel periodo che va da metà Giungo a metà Luglio nelle regioni del centro/nord Italia.

Sulle colline riminesi quest’anno è molto presente questa fioritura e anche l’impatto visivo è molto d’effetto. Spesso capita di vedere fotografi che al tramonto fotografano queste grandi distese gialle.

Anche le api festeggiano, soprattutto se i girasoli fioriti sono vicini alle arnie si assiste a un grande volo di importazione verso i calici di questi fiori. Quest’anno anche le nostre api sono a poche decine di metri da un campo coltivato a girasoli.

Foto di Laura Bortolotti – Crea Api

Benissimo, quindi si festeggia, si raccoglie tanto miele!?

NO! Purtroppo sono orami diversi anni che la fioritura del girasole, a fronte di un grande volo di importazione delle api, non comporta una importazione significativa di nettare…

Il perchè è presto detto. Le varietà di Girasole coltivare in Romagna sono di tipo ibrido, ovvero non necessitano di impollinazione per la produzione dei semi e pertanto sono varietà che producono poco nettare non dovendo attirare gli insetti impollinatori, api in testa.

Queste varietà ibride sono state create dalle multinazionali sementiere per ottenere un girasole alto oleico. Sono quindi varietà che producono semi senza necessità dell’impollinazione e con una quantità di olio maggiore rispetto alle varietà convenzionali.

Il tutto è pensato per venire incontro alle industrie alimentari che richiedono oli cosiddetti “tecnici” con caratteristiche particolari e costanti. Le industrie sementiere inoltre ipotizzano l’uso dell’olio prodotto anche come componente di biocarburanti.

Non tutte le zone d’Italia presentano questa mancanza di produzione, evidentemente c’è ancora qualche agricoltore che si ostina ad utilizzare delle sementi di girasole tradizionali che producono nettare e rispettano il naturale ordine delle cose.

Una considerazione

A quale prezzo si ottengono questi risultati agronomici mirabolanti? Le moderne pratiche agricole stanno riducendo sempre di più il pascolo per le api. La coltivazione del girasole alto oleico è solo un esempio.

Solo per fare un secondo esempio, dopo la mietitura del grano la terra viene subito lavorata senza poter dare la possibilità alla betonica bianca (Stachys) di fiorire. Si tratta di un’erba spontanea che da sempre dopo la mietitura garantiva una fonte di sostentamento estiva molto importante per le api. Sono già diversi anni che questa fioritura nel territorio riminese non ha la possibilità di presentarsi e le api purtroppo ne soffrono.

Non avremo miele di girasole, ma abbiamo ottimo miele millefiori biologico sempre disponibile di cui abbiamo parlato in questo articolo.

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Miele Millefiori, sapori unici

Con la definizione Millefiori si intende un miele, ovviamente raccolto dalle api, che non ha una predominanza botanica. Si avvantaggia del contributo di migliaia di diverse essenze floreali: tutte quelle che le api hanno potuto bottinare.

E’ facile intuire che questo è il miele che per eccellenza rappresenta il territorio dove è stato prodotto. Ogni territorio ha fioriture diverse rispetto ad un altro e questo finisce per caratterizzare il miele che ne deriva.

Per capire meglio il miele millefiori che produciamo noi dell’apematta bisogna parlare del territorio dove viene raccolto.

Raccontiamo il nostro Miele Millefiori

Siamo legati al territorio dove viviamo e abbiamo deciso di restare vicino a Rimini anche per la produzione del miele. Il millefiori che otteniamo, anno dopo anno viene raccolto sulle colline Riminesi dove le fioriture si susseguono regolari salvo qualche coltivazione agricola che varia di anno in anno.

Le fioriture che troviamo in questo territorio sono sostanzialmente sempre le stesse.

Si tratta di fioriture di alberi come Acacia (Robinia), Tiglio, Ailanto, Ciliegio; arbusti come Ligustro, Marruca, Rovo; oppure foraggere come Erba Medica e Sulla.

Occasionalmente, in base alle colture agricole dell’anno, è possibile trovare anche Coriandolo e Girasole.

Mantenere le arnie posizionate sempre nello stesso luogo ci permette di ottenere un miele sostanzialmente sempre simile anno dopo anno, cosa che normalmente al cliente abituale non dispiace affatto.

Consegna a Domicilio

Dal 2020, quando lo scoppio della pandemia di Covid19 ha limitato la circolazione delle persone, effettuiamo il servizio di consegna a domicilio per diverse zone della Provincia di Rimini.

Consegnamo a domicilio miele e pappa reale. I nostri prodotti sono tutti biologici certificati e garantiti dalla nostra passione.

Per avere informazioni sulle modalità di prenotazione puoi consultare questa pagina:

Consegna a domicilio miele Rimini

Per ogni domanda puoi sempre utilizzare i seguenti canali:

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COPAIT : Pappa Reale Qualità Controllata

In questo articolo parliamo dell’associazione COPAIT e del motivo per il quale anche noi dell’apematta dal 2021 vi aderiamo.

L’associazione ha l’obiettivo di certificare i propri soci come produttori di Pappa Reale Fresca Italiana di Qualità Controllata.

Il controllo dei soci produttori è affidato ad un ente terzo, si tratta di CCPB, sigla che per i consumatori abituali di alimenti biologici è sicuramente famigliare. Si tratta infatti di un organismo di controllo che si occupa di controllare e certificare anche tantissimi prodotti biologici italiani che possiamo trovare sugli scaffali dei supermercati.

COPAIT ha redatto un disciplinare che deve essere seguito da ogni produttore di Pappa Reale associato e vediamo di seguito i principali punti che lo contraddistinguono.

Miele e Polline unici alimenti per le api

Il punto di maggiore importanza del disciplinare è questo. Le api devono essere alimentate esclusivamente con Miele e Polline di origine Italiana!

La Pappa Reale infatti è prodotta dalle api. A differenza del nettare e del polline (che vengono raccolti in natura) la pappa reale è un prodotto esclusivo delle api. Questo significa che è anche lecito produrre Pappa Reale somministrando alimentazioni artificiali. Fortunatamente questa pratica è poco presente in Italia, ma purtroppo nel mondo è molto diffusa.

Noi vogliamo dire con forza che la Pappa Reale che produciamo è ottenuta esclusivamente da nettare e polline che le api raccolgono in natura.

Uso esclusivo di materiali atossici per alimenti

Nel disciplinare è indicato esattamente come agire e quali tipologie di attrezzature è necessario usare nella fase di raccolta.

Si utilizzano quindi solo cupolini in plastica alimentare (che vengono riutilizzati anno dopo anno) e quando si tratta di attrezzi in metallo questi devono essere in acciaio INOX.

Aspirazione e filtrazione

Quando si raccoglie la pappa reale, la metodologia più diffusa è quella di aspirarla cupolino dopo cupolino. Dopo questa fase è necessario filtrare la pappa reale in modo da eliminare parti grossolane (>0,7mm) che possono essere contenute, come piccole schegge di legno.

Nel nostro caso utilizziamo un filtro che lavora contemporaneamente alla fase di aspirazione. Il filtro utilizzato è il “Ronconi” che prende il nome dall’inventore Gianni Ronconi.

Questo filtro è utilizzato da diversi apicoltori produttori di pappa reale e consente di snellire le procedure.

Conclusioni

La pappa reale è un alimento difficile da produrre, che richiede tanta manodopera e pensiamo quindi che la maniera migliore di valorizzare ciò che facciamo sia quella di mantenere una altissima qualità in tutte le fasi.

Associarci al COPAIT (come già in passato aderire al disciplinare biologico) è un modo per testimoniare la nostra volontà di mettere in commercio esclusivamente prodotti sani, genuini e con una qualità controllata e certificata anche da un organismo esterno.

Per acquistare Pappa Reale Fresca Italiana Biologica di Qualità Controllata contattaci :

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Miele grezzo, crudo, integrale ? Parliamone

Miele Grezzo, Miele Crudo, Miele Integrale, Miele Non Pastorizzato.

Queste elencate sono alcune denominazioni con le quali vengono identificati mieli ai quali si vogliono attribuire qualità speciali che non possiedono i classici mieli in commercio.

Analizziamo una ad una queste voci per capirne il significato e valutarne la correttezza.

Miele Grezzo

Per Grezzo solitamente si intende un prodotto non rifinito, al naturale, che non ha subito processi di raffinazione.

Sicuramente un aspetto positivo e appetibile.

Miele Crudo

Qui si comunica che il miele non è stato cotto, si suggerisce quindi che il miele è stato raccolto senza averlo successivamente lavorato con processi termici al alta temperatura.

Anche qui molto bene!

Miele Integrale

Sinonimo di totale, completo.

ll miele senza avere tolto alcunché dal miele stesso.

In questo caso si fa intendere che il miele integrale è un miele superiore rispetto al “miele” perché non vi è stato tolto nulla.

Ottimo, anche io preferisco il miele integrale.

Miele Non Pastorizzato

La pastorizzazione è un processo che favorisce la conservazione degli alimenti e consiste nel rapido riscaldamento e successivo raffreddamento di alimenti liquidi (latte per esempio).

Questo processo termico riduce drasticamente funghi e batteri presenti riducendo o allontanando nel tempo l’invecchiamento, per contro degenera anche alcune sostanze nutritive.

Sicuramente meglio non pastorizzato che pastorizzato.

Tiriamo le somme

Come abbiamo visto, queste sono tutte indicazioni positive che fanno pensare ad alimenti di qualità superiore rispetto al miele chiamato semplicemente miele.

Ma le cose stanno veramente così? I mieli identificati con queste diciture hanno veramente un plus ?

Come spesso accade la risposta è “Dipende“.

Queste indicazioni risultano scontate e banali se si tratta di un miele prodotto e venduto direttamente da apicoltori, ma sicuramente bisogna fare dei distinguo se si tratta di mieli industriali.

I mieli commercializzati nella grande distribuzione organizzata infatti, per ragioni commerciali, subiscono lavorazioni non necessarie per incontrare le preferenze del consumatore.

Il mio punto di vista è che se si è in possesso di un miele autentico (ovviamente grezzo, ovviamente crudo, ovviamente integrale e ovviamente non pastorizzato) a nessuno sano di mente verrebbe in mente di fare trattamenti non necessari.

Il miele è un alimento che che non necessità di nulla per la sua conservabilità.

Un cenno sulla produzione del miele

A questo punto è necessario sapere che il miele è un prodotto alimentare definito dalla legislazione “primario”, come le uova per esempio.

Questo significa che quando lo si estrae dell’alveare non necessità di alcun processo di raffinazione per la messa in commercio.

L’alto contenuto di zucchero e la bassa quantità di acqua rende il miele batteriostatico, ovvero fa in modo che funghi e batteri, anche se presenti, non possano proliferare evitando che il prodotto si degradi.

Dopo l’estrazione (solitamente per centrifugazione) il miele viene filtrato grossolanamente per eliminare residui come schegge di legno e poi viene fatto decantare per fare affiorare particelle più piccole come bolle d’aria.

Finita la decantazione il miele è limpido e pronto per il confezionamento. Fine!

Il mio parere da Apicoltore

La mia esperienza è che la stragrande maggioranza degli gli apicoltori Italiani abbiano un processo produttivo di questo tipo che conserva in toto ogni elemento del miele e quasi sempre lo chiamano semplicemente “miele”.

Tutti i mieli quindi sono Grezzi, Crudi, Integrali, Non pastorizzati ? Se si tratta di miele italiano offerto direttamente dall’apicoltore la mia risposta è quasi sempre SI!

Ragionamenti diversi si possono fare per mieli non italiani, arrivati in Italia attraverso vie di comunicazione non identificate e mescolati in maniera sapiente per ottenere un prodotto che incontra il gusto del consumatore, del resto anche nel mondo del miele esiste il “blend”.

Ecco, questi mieli si trovano nella GDO, non da un apicoltore.

Per chi abita in piccole città sarà abbastanza facile trovare un apicoltore che commercializza direttamente il proprio miele, probabilmente google maps può essere un valido aiuto nella scoperta di apicoltori locali.

Noi operiamo nella città di Rimini e abbiamo il nostro punto vendita in zona Grotta Rossa, ma è possibile trovare altri apicoltori praticamente in ogni quartiere della città.

Ovviamente se abiti in una grande città ti sarà più difficile individuare in maniera diretta un apicoltore con il quale instaurare un rapporto di fiducia, ma non disperare.

Il numero degli apicoltori è in costante aumento e anche se le produzioni degli ultimi anni sono molto scarse, sicuramente c’è un apicoltore abbastanza vicino a casa tua.

Conclusioni

Ho scritto questo articolo cercando di diffondere quella che, da addetto ai lavori, so essere la realtà.

A volte per scalzare qualche posizione, per guadagnare qualche vendita, siamo tentati di fare qualche furbizia, come aggiungere denominazioni altisonanti, ma penso che sia a vantaggio di tutta la categoria degli apicoltori educare e comunicare in maniera corretta il nostro lavoro.

Se vuoi un miele che sia semplicemente miele noi ci siamo. Produciamo miele e pappa reale seguendo il disciplinare biologico (con certificazione) e lo facciamo esclusivamente sulle alture riminesi.

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Articolo di Matteo Nicoletti, riproduzione riservata.

Tiglio in fiore, delizia per l’olfatto e nettare per le api

Ogni anno, nel mese di Giugno, nei viali delle città romagnole, il profumo dei fiori di tiglio inebria i passanti. E’ un odore che non passa inosservato, forte ma generalmente non fastidioso.

Oggi è il 5 Giugno e passeggiando nei viali alberati Riminesi (molto spesso disseminati di tigli) il profumo è molto forte.

Se c’è abbastanza silenzio si sentiranno le api che sono freneticamente al lavoro per raccogliere ogni goccia del nettare di questi fiori.

Anche con giornate in parte nuvolose la raccolta del miele di tiglio prosegue ininterrotta, le api sanno che devono raccogliere il più possibile perchè la fioritura terminerà e occorrerà aspettare un altro anno prima di poter raccogliere ancora questo nettare spettacolare.

Il miele di tiglio è quasi sempre presente nei mieli millefiori romagnoli e spesso è possibile raccoglierlo in purezza per produrre dell’ottimo miele di tiglio monoflora.

Caratteristiche del miele di tiglio

Il miele di tiglio resta liquido a lungo, ma generalmente a Novembre inoltrato inizia il processo che da origine a cristalli spesso grossolani.

Il colore è piuttosto chiaro, ambrato, ma può essere scurito dalla presenza della melata dello stesso tiglio che occasionalmente viene raccolta dalle api nello stesso periodo della fioritura.

L’intensità del profumo del miele di tiglio è solitamente importante e generalmente si riconoscono queste caratteristiche: fresco, mentolato, balsamico, di farmacia o medicinale, di tisana di fiori di tiglio, di incenso, di resina (1).

Per quanto riguarda invece la degustazione, le espressioni che si utilizzano per descrivere l’aroma sono: rinfrescante, di mentolo e canfora, di medicinale, di noce fresca, di erbe officinali, di salvia e lime, con un finale agrumato e amaro (1).

Raccolta del miele di tiglio 2022

Anche le api dell’Apematta in questo periodo sono posizionate in zone ricche di questa fioritura e la stagione sembra ottimale per la raccolta di un miele di tiglio in purezza per farne un monoflora.

Come andranno le cose lo sapremo a fine fioritura, le ultime stagioni hanno insegnato che il buon raccolto si vede alla raccolta.

Vedremo cosa troviamo nei melari e ringraziamo anticipatamente per quanto ci troveremo.

Nel frattempo, anche grazie alla fioritura del tiglio, prosegue la produzione della pappa reale fresca. Sonia è sempre sul pezzo, tutti i giorni, Sabato e Domenica compresi!

Pappa Reale

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(1) Le descrizioni degli aspetti organolettici sono prese dal sito degli ambasciatori del miele: http://www.ambasciatorimieli.it/index.php/miele-e-prodotti-delle-api/mieli-italiani/10213-miele-di-tiglio-

Conservazione della Pappa Reale Fresca

Pappa Reale Fresca, Pappa Reale in compresse, Pappa Reale liofilizzata… Ma quanti tipi di Pappa Peale ci sono in commercio ?

Se hai provato a cercare Pappa Reale (o gelatina reale) su internet ti sarai resa conto che l’offerta è molto varia, così come lo sono i prezzi di vendita.

Noi dell’Apematta produciamo una sola tipologia di Pappa Reale, denominata “Pappa Reale Fresca”, ed è quella che viene considerata prodotto primario dell’alveare, ovvero un prodotto non alterato dall’uomo, semplicemente estratto dall’alveare così come è stato prodotto dalle api.

Questo tipo di Pappa Reale è l’unica che conserva tutti i principi nutritivi inalterati e necessità di essere conservata in frigorifero a temperatura fra i 2 ed i 5 gradi.

Grazie alle proprietà antiossidanti che possiede naturalmente la pappa reale ed al mantenimento a bassa temperatura, si allunga notevolmente la sua conservabilità fino ad arrivare a 18 mesi dalla data di raccolta.

In questo articolo vediamo tutte le accortezze che poniamo nel mantenimento della temperatura più corretta durante tutta la vita della pappa reale fino al consumatore finale.

Raccolta della pappa reale

Dal momento dell’estrazione la pappa reale fresca viene immediatamente posta in frigorifero in attesa del confezionamento che non avviene immediatamente (la produzione quotidiana di pappa reale è molto limitata e accumuliamo pertanto diverse produzioni giornaliere prima di procedere al confezionamento).

Nella fase di confezionamento, i piccoli vasetti in vetro brunito vengono posti all’interno di un contenitore isotermico che ne conserverà la temperatura a lungo anche durante il trasporto.

Pappa Reale Confezione Isotermica

Questo è molto importante e permette di mantenere la catena del freddo anche nelle fasi di trasporto dal produttore al punto vendita e dal punto vendita al consumatore finale.

Soprattutto nei periodi più caldi dell’anno è importante ricordare di conservare sempre il vasetto in frigorifero, nonostante le sostanze antiossidanti contenute nella pappa reale, queste vengono degradate rapidamente con temperature elevate.

Per le tipologie di pappa reale diversa (liofilizzata, in compresse, in combinazione con altri ingredienti) la conservazione può avvenire generalmente a temperatura ambiente, ma è bene consultare l’etichetta del prodotto per agire nella miniera più corretta.

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Miele acacia 2022 : stagione partita

Il Miele di Acacia è in assoluto il miele più apprezzato. Il profumo dolce e delicato , il sapore tenue e vanigliato, la consistenza che si presenta sempre fluida, senza cristalli, sono le caratteristiche che lo fanno apprezzare al grande pubblico.

Fiori di Robinia Pseudoacacia

Il Miele di Acacia si raccolgie dai profumatissimi fiori di Robinia (nome botanico Robinia Pseudoacacia) nel mese di Maggio ed in generale segna l’inzio della stagione apistica in Romagna.
La sua raccolta è fortemente legata all’andamento climatico che a Maggio non è ancora stabile e può essere molto variabile negli anni.
Per il 2022 si rinnova la speranza di una buona produzione che negli ultimi anni è stata scarsa, se non nulla in alcuni areali.

Riuscire a produrre Miele di Acacia, fa partire la stagione apistica con ottimismo e di questi tempi ce n’è tanto bisogno: noi incrociamo le dita!

Il sito di produzione storico per il Miele di Acacia dell’Apematta è Saludecio, in provincia di Rimini, dove fra calanchi e bordure cresce rigoglioso l’albero di Robinia.
Oggi 8 Maggio 2022, dopo una levataccia alle quattro del mattino, abbiamo terminato la transumanza delle nostre api a Saludecio, in mezzo ad una natura verde e rigogliosa che con gli ultimi giorni di pioggia si è dissetata.

In questa foto c’è tutta la nostra soddisfazione nell’aver rinnovato l’impresa anche per l’anno 2022.

In questo luogo le api possono volare serene, lontane dall’agricoltura intensiva e da inquinamento. Nei prossimi giorni si vedrà quale sarà il risultato. Le previsioni meteo fanno ben sperare, e noi siamo positivi.

Buon lavoro api!